Benjamin Lev

Esistono attori, anche che nella storia del cinema, hanno il loro momento di gloria e dimostrano talento ma che poi chissà il perché ad un certo punto scompaiono o fanno perdere le loro tracce.

Oggi parliamo di uno di loro Benjamin Lev.

Nato in Italia da padre polacco e madre irlandese indicativamente, perché non se ne hanno notizie certe, il 10 dicembre 1935 in Libano. Di lui non si è mai saputo tanto, ma come sapete questo filone ci interessa molto, anche perché ci piace che le persone non vengano dimenticate.

Nonostante la breve carriera e promessa del cinema, ha alle sue spalle diversi film, a volte come spalla di attori molto famosi, a volte come terzo attore ma altre volte addirittura come protagonista, ad esempio nei film Lo strano ricatto di una ragazza per bene, Scusi eminenza...posso sposarmi?, La febbre del cinema.

La sua filmografia inizia dal 1967 con I sette fratelli Cervi fino a Movie Rush - La febbre del cinema  di Ottavio Fabbri nel 1976.

Come dicevamo Benjamin nasce in Italia a Santa Maria di Leuca (Lecce) dove ha vissuto fino all'età di sei anni per poi trasferirsi in Canada con i genitori. 

In Canada iniziò studiando con Eleanor Stuard andando poi a perfezionarsi alla Neighborhood Playhouse di New York, alternando per arrotondare lavorando come modello e qui nel 1967 questa seconda attività lo riportò in Italia. Purtroppo però sul suo cammino inciampò, andando a cadere su una cattiva strada.

A Roma viveva con un americano proprietario di saune, la sua gestualità e finezza lasciava trasparire d'altronde i suoi gusti sessuali, ma non per questo parlavamo di cattiva strada, ma a proposito del giro in cui è finito, trafficando in droghe leggere. Nel 1976 infatti lo pizzicarono, durante un'operazione antidroga congiunta con la Dea americana , ma in questo caso si trattava non più di roba piccola ma di roba di rilievo e finì così dietro le sbarre. Lev venne condannato a dieci anni. A quel punto Lev sparì fino al gennaio del 1977 quando tornò sui giornali grazie al suo avvocato Nino Marazzita che ne aveva ottenuta la scarcerazione per incompatibilità con l'ambiente carcerario a livello psicologico. Dopo questo, fino al 1984 fino ad oggi di lui non si è più saputo nulla, buio totale, speriamo di averlo ancora tra noi e se per caso ne aveste notizie comunicatecelo. 


Giuliano Carmineo

Chi di noi non ha mai sorriso solamente nel ricordare quegli stravaganti titoli di spaghetti western che vanno da Gli fumavano le colt, Lo chiamavano Camposanto fino ad arrivare all'indimenticabile Lo chiamavano Tresette...giocava sempre con il morto?
Potrei rinfrescarvi la memoria con le locandine vediamo un attimo qui sotto...

Vi ricordano qualcosa? Bè direi che ci fanno ripiombare in quegli anni fantastici di cinema alla scoperta di generi che faranno parte della storia del cinema, film che rimarranno dei cult, parliamo dell'autore di tante pellicole,comprese quelle prima citate, parliamo di Giuliano Carmineo.
Nato il 4 luglio 1932 a Bari dove i genitori si erano trasferiti, per poi spostarsi nuovamente dapprima a Bologna, Venezia ed infine a Roma dove vive ormai dal 1939.

Fernando Di Leo


Maurizio Merli

Uno dei miei attori preferiti nel campo dei poliziotteschi, si può dire forse uno dei più grandi, con le interpretazione fantastiche del Commissario, parte secondo mio modesto parere, che gli si addiceva perfettamente. Classe 1940, purtroppo Merli ci ha lasciato nel 1989, ma ricordiamolo com'era.

Come dicevamo Merli divenne nel 1970 uno degli attori più noti nel genere poliziottesco, con film come Roma violenta; Rapina a mano armata; Napoli violenta; Il cinico, l'infame e il violento e tanti altri, pubblicheremo in seguito la filmografia. Merli però debutto come attore di fotoromanzi, per la conosciuta, già all'epoca, rivista Grand Hotel, ed esordi nel cinema nel 1963, continua...


Peter Sellers

Nato l'8 settembre 1925 a Southsea nell'Hampshire, da una coppia di attori di varietà, fin dai tempi ormai lontani del servizio militare, prestato nella grande Raf, il caporale Sellers, è d'abitudine intrattenere i suoi commilitoni con le imitazioni dei superiori di grado.

La sua comicità, per così dire irriverente, arriva al top intorno al 1951, con il programma BBC alla radio "The Goon Show"che con grande successo andrà in onda per tutto il decennio.

The Goon Show gli apre così le porte deldel mondo dello spettacolo, affermandosial cinema con il film "La signora omicidi" del 1955, restando all'ombra di quello che lui considerava il suo modello, Alec Guinness. Durante gli anni 50 si fa applaudire in diverse commedie britanniche, ma soltanto l'incontro con Stanley Kubrick lo farà diventare uno dei volti più significativi del cinema contemporaneo. 


Christopher Lee

Recentemente scomparso, non si poteva non ricordarlo: grande attore di film, anche di nicchia se così vogliamo definirlo, ma per gli appassionati del genere era immancabile.
Lee, bisogna però ricordare, che non era solo un attore ma era anche cantante d'opera, voce di vari video game e di brani "symphonic metal". Christopher Lee (27/5/1922 - 7/6/2015) alto, imponente, aristocratico, figlio di una contessa, rimarrà nella memoria dei filmofili per aver vestito, per molto tempo, i panni del Conte Dracula, grazie al suo particolare volto, dalle sue mani, dai gesti suoi e dagli sguardi ed espressioni uniche.

Il film al quale era più affezionato è " The wicker Man " del 1973 di Robin Hardy, nel quale interpretò Lord Summerisle, capo autoritario di una comunità che vive in una remota isola scozzese dedita a praticare riti pagani. Purtroppo questo divenne un film " maledetto" nel senso che per tanto tempo invisibile nella sua versione integrale e ripeto purtroppo in Italia non uscì mai.

Riassumo l'estesa Filmografia


John Armstead

"Karate", "Judo", "Kung-fu", questi astrusi termini di derivazione cinese e giapponese incominciano lentamente ad entrare, fin dai primi anni 70, nel lessico degli italiani grazie all'improvvisa popolarità di una serie di pellicole, afferenti le cosiddette arti marziali, prodotte a Hong Kong e tardivamente distribuite nei nostri circuiti cinematografici. Lo studioso Riccardo Esposito, autore di un pregevole saggio sul cinema del kung fu, afferma del canto suo che in Italia il boom inizio con "Cinque dita di violenza".

A rivendicare la primogenitura dell'introduzione del kung fu in terra italiana, è " John Armstead, un gigantesco Irlandese trentenne che aveva conseguito la cintura nera di terzo Dan dopo anni e anni di studio presso lo Judan kung-fu Academy di Londra e poi ad Okinawa, in Giappone luogo di origine una particolare scuola di Kung-fu, detta appunto di Okinawa", il quale, indiscusso precursore nel lontano 1971 fonda a Roma la prima palestra di Kung-fu. Non pago di aver allenato in oltre un decennio più di cinque mila alliev, questo nerboruto discendente dei Celti non esita a mettere a disposizione del volgo, sotto forma di manuali illustrati, i precetti i precetti di una nobile disciplina germogliata all'ombra dei secolari monasteri buddisti.

Pubblicata tra il 1975 e il 1983 dalle edizioni Mediterranee, l'opera omnia del Maestro Armstead è costituita da due agili volumi ( Kung Fu di Okinawa e Kung Fu di Okinawa Vol.2 / Tecniche avanzate)  prodighi di consigli utilissimi per i volenterosi neofiti dell'antica dottrina.

Fedele al sempre valido brocardo " mens sana in corpore sano", il fondatore della prestigiosa Accademia di Kung - Fu di Okinawa, conduce i suoi discepoli, forgiati tra le mura di disadorne palestre, in ameni scenari agresti ( che vanno, se l'occhio non inganna, dai viali di Villa Borghese alle residue campagne intorno alla capitale), laddove, a contatto ravvicinato con la natura e liberi dalle pericolose sovrastrutture edili, essi hanno la possibilità di scatenarsi nelle più ardite evoluzioni consentite dall'antica arte marziale.

Impegnato solitamente in parti secondarie, oscillanti tra l'incisiva caratterizzazione e la grottesca macchietta, il Chuck Norris romanesco-irlandese riesce in alcuni casi a conquistare addirittura ruoli da comprimario. Per merito di una felice e azzeccata intuizione del produttore Roberto Angioli, il neoattore si esibisce, al fianco di prosperose divette come Loredana Romito e Demetra Hampton, nei panni del paranoico militare e in quelli, non meno impegnativi, del vetusto tombeur  de femmes  al centro di torbidi intrighi e di immancabili attrazioni fatali.

Filmografia

 

1986 = Troppo Forte di Carlo Verdone - Il caso Moro di Giuseppe Ferrara

1987 = Interzone di Deran Serafian - Fatal Temptation di Bob J. Ross

1988 = Kafka la colonia penale di Giuliano Betti

1989 = Oceano di Ruggero Deodato (serie tv) - Mal d'Africa di Sergio Martino

1990 = Miliardi di Carlo Vanzina

1991 = Blue Tornado di Antonio Bido - Nostalgia di un grande amore di A. Bonifacio

1993 = Kreola di Antonio Bonifacio

1994 = Delitto passionale di Flavio Mogherini

1995 = Io no spik inglish di Carlo Vanzina

1997 = Banzai di Carlo Vanzina

1998 = La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore

2000 = Bodyguards Guardie del corpo di Neri Parenti

2002 = La guerra è finita di Lodovico Gasperini (serie tv)


Franco Nero

Nel 1973, sullo sfondo dei diversi omicidi sociopolitici, Castellari ci rccontava tutto il marciume dell'epoca, facendo dell'azione la protagonista assoluta e immortalando un mitico Franco Nero al di sopra di qualsiasi altro.

Tracciando una storia del cinema di genere italiano, La polizia incrimina, la legge assolve è una di quelle opere che non possono non dirsi fondamentali. Castellari conduce il poliziesco italiano oltre il guado, portando a termine la metamorfosiiniziata in La polizia ringrazia. 

Bene chi è Franco Nero? Questo è il nome d'arte di Franco Sparanero, nato a San Prospero Parmense il 23 Novembre 1941, per la prestanza fisica e i connotati, Nero incarna una bellezza americana, infatti segnalandosi da subito all'attenzione di John Huston che infatti gli affida il ruolo di Abele nel kolossal "La Bibbia".

Figlio di un Maresciallo dei Carabinieri, è originario di San Severo (FG). Ha conosciuto l'attrice Vanessa Redgrave nel1967 sul set del film Camelot, dove lui recitava la parte di Lancillotto e lei di Ginevra, instaurando una celebre relazione sentimentale. I due hanno un figlio nel 1969: Carlo. Il legame con la Redgrave dura poco, i due si separano poco dopo la nascita del figlio Carlo. Di nuovo insieme sul set del film Letters to Juliet, interpretano la parte di due innamorati che si ritrovano dopo molti anni.

Nel 1987 Franco Nero ha un secondo figlio, Franquito, dall'afrocolombiana Mauricia Mena, che conosce a Cartagena, durante le riprese di un film.

Vanessa Redgrave e Franco Nero si ritrovano dopo tanti anni e relazioni avute con altri, e nel 2006 si sposano, mantenendo inizialmente segreto il loro matrimonio. La Redgrave lo renderà pubblico soltanto nel 2009 durante un'intervista alla radio inglese BBC Radio 4.

 E' un attore di fama internazionale con una carriera impressionante e vastissima, ricca di oltre 180 film e che ancora oggi non si è arrestata. Una filmografia questa ricca ed eterogenea che mescola film d'autore e grandi successi commerciali, interpretati in ogni parte del pianeta. Sicuramente tra questi film da non perdere ricordiamoci i film d'impegno civile girati con Damiano Damiani, a partire da Il giorno della civetta, gli action di Castellari ( Il cittadino si ribella, Il giorno del Cobra), Django di S. Corbucci, Tristana di Luis Bunuel.

 


Filmografia

 

Cinema

  • Pelle viva, regia di Giuseppe Fina (1962)
  • La ragazza in prestito, regia di Alfredo Giannetti (1964)
  • I criminali della galassia, regia di Antonio Margheriti (1965)
  • La Celestina P... R..., regia di Carlo Lizzani (1965)
  • Io la conoscevo bene, regia di Antonio Pietrangeli (1965)
  • Gli uomini dal passo pesante, regia di Albert Band e Mario Sequi (1965)
  • Texas addio, regia di Ferdinando Baldi (1966)
  • Tecnica di un omicidio, regia di Franco Prosperi (1966)
  • Django, regia di Sergio Corbucci (1966)
  • I diafanoidi vengono da Marte, regia di Antonio Margheriti (1966)
  • Il terzo occhio, regia di Mino Guerrini (1966)
  • Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro, regia di Lucio Fulci (1966)
  • La Bibbia (The Bible: In the Beginning...), regia di John Huston (1966)
  • Camelot, regia di Joshua Logan (1967)
  • Sequestro di persona, regia di Gianfranco Mingozzi (1968)
  • Il giorno della civetta, regia di Damiano Damiani (1968)
  • L'uomo, l'orgoglio, la vendetta, regia di Luigi Bazzoni (1968)
  • Il mercenario, regia di Sergio Corbucci (1968)
  • Un tranquillo posto di campagna, regia di Elio Petri (1968)
  • Dio è con noi, regia di Giuliano Montaldo (1969)
  • Un detective, regia di Romolo Guerrieri (1969)
  • La battaglia della Neretva (Bitka na Neretvi), regia di Veljko Bulajic (1969)
  • Tristana, regia di Luis Buñuel (1970)
  • La vergine e lo zingaro (The Virgin and the Gypsy), regia di Christopher Miles(1970)
  • Drop-out, regia di Tinto Brass (1970)
  • Vamos a matar, compañeros, regia di Sergio Corbucci (1970)
  • Devil's Crude (1971)
  • Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica, regia di Damiani Damiani (1971)
  • Giornata nera per l'ariete, regia di Luigi Bazzoni (1971)
  • La vacanza, regia di Tinto Brass (1971)
  • L'istruttoria è chiusa: dimentichi, regia di Damiano Damiani (1971)
  • Viva la muerte... tua!, regia di Duccio Tessari (1971)
  • Los amigos, regia di Paolo Cavara (1972)
  • La papessa Giovanna (Pope Joan), regia di Michael Anderson (1972)
  • Il monaco (1972)
  • La polizia incrimina, la legge assolve, regia di Enzo G. Castellari (1973)
  • Senza ragione (1973)
  • Il delitto Matteotti, regia di Florestano Vancini (1973)
  • Zanna Bianca, regia di Lucio Fulci (1973)
  • Il cittadino si ribella, regia di Enzo G. Castellari (1974)
  • I guappi, regia di Pasquale Squitieri (1974)
  • Mussolini: Ultimo atto, regia di Carlo Lizzani (1974)
  • Il ritorno di Zanna Bianca, regia di Lucio Fulci (1974)
  • Gente di rispetto (1975)
  • Corruzione al palazzo di giustizia, regia di Marcello Aliprandi (1975)
  • Perché si uccide un magistrato, regia di Damiano Damiani (1976)
  • Keoma, regia di Enzo G. Castellari (1976)
  • Cipolla Colt, regia di Enzo G. Castellari (1976)
  • Marcia trionfale, regia di Marco Bellocchio (1976)
  • Profezia di un delitto, regia di Claude Chabrol (1976)
  • Scandalo, regia di Salvatore Samperi (1976)
  • Sahara Cross, regia di Tonino Valerii (1977)
  • Autostop rosso sangue, regia di Pasquale Festa Campanile (1977)
  • Forza 10 da Navarone, regia di Guy Hamilton (1978)
  • Un dramma borghese, regia di Florestano Vancini (1979)
  • Il cacciatore di squali, regia di Enzo G. Castellari (1979)
  • Stridulum, regia di Giulio Paradisi (1979)
  • Il bandito dagli occhi azzurri (1980)
  • Il giorno del Cobra, regia di Enzo G. Castellari (1980)
  • Il detective con la faccia di Bogart (1980)
  • La salamandra, regia di Peter Zinner (1981)
  • L'invincibile ninja, regia di Menahem Golan (1981)
  • Messico in fiamme (1982)
  • Kamikaze 1989 (1982) (non accreditato)
  • Querelle de Brest, regia di Rainer Werner Fassbinder (1982)
  • Grog, regia di Francesco Laudadio (1982)
  • Il falcone, regia di Vatroslav Mimica (1982)
  • I dieci giorni che sconvolsero il mondo (1982)
  • André schafft sie alle (1985)
  • Un marinaio e mezzo (1985)
  • Il pentito, regia di Pasquale Squitieri (1985)
  • Tre giorni ai tropici (1986)
  • The Girl, regia di Julian Jarrold (1986) - film TV
  • Sweet Country (1987)
  • Django 2 - Il grande ritorno, regia di Ted Archer (1987)
  • Top Line, regia di Nello Rossati (1988)
  • Grosso Guaio a Cartagena (1988)
  • Pygmalion 88 (1988)
  • Marathon (1988)
  • Il giovane Toscanini, regia di Franco Zeffirelli (1988)
  • Magdalene (1989)
  • Amelia López O'Neil (1990)
  • Diceria dell'untore, regia di Beppe Cino (1990)
  • 58 minuti per morire - Die Harder (Die Hard 2), regia di Renny Harlin (1990)
  • Fratelli e sorelle, regia di Pupi Avati (1991)
  • Chi tocca muore (1991)
  • Prova di memoria, regia di Marcello Aliprandi (1992)
  • Oro (1992)
  • From Time to Time (1992)
  • Jonathan degli orsi, regia di Enzo G. Castellari (1993) (anche soggetto e produttore)
  • Intrigo in alto mare (1993)
  • Io e il re (1995)
  • The Innocent Sleep (1996)
  • Arrivano gli italiani (1996)
  • Honfoglalás (1996)
  • La medaglia (1997)
  • Il tocco: la sfida (1997)
  • The Versace Murder (1998)
  • Talk of Angels (1998)
  • Li chiamarono... briganti!, regia di Pasquale Squitieri (1999)
  • L'escluso (1999)
  • Mirka, regia di Rachid Benhadj (2000)
  • Maestrale (2000)
  • Chimera, regia di Pappi Corsicato (2001)
  • Sacra corona (2001)
  • La ragion pura, regia di Silvano Agosti (2001)
  • 2012 - L'avvento del male (Megiddo: The Omega Code 2), regia di Brian Trenchard-Smith (2001)
  • Ultimo stadio, regia di Ivano De Matteo (2002)
  • Fumata blanca (2002)
  • Die 8. Todsünde: Das Toskana-Karussell (2002)
  • L'ultimo pistolero (2002)
  • Cattive inclinazioni, regia di Pierfrancesco Campanella (2003)
  • Post coitum (2004)
  • Guardiani delle nuvole, regia di Luciano Odorisio (2004)
  • Forever Blues, regia di Franco Nero (2005)
  • Hans, regia di Louis Nero (2006)
  • Amore e libertà - Masaniello (2006)
  • Two Families (2007)
  • Mineurs, regia di Fulvio Wetzl (2007)
  • Mario il mago (2008)
  • Bastardi, regia di Federico Del Zoppo, Andres Alce Meldonado (2008)
  • La rabbia, regia di Louis Nero (2008)
  • Bathory (2008)
  • Una Storia di Lupi (2008)
  • Ti stramo - Ho voglia di un'ultima notte da manuale prima di tre baci sopra il cielo, regia di Pino Insegno, Gianluca Sodaro (2008)
  • Being Handy (2009)
  • Tesoro, sono un killer, regia di Sebastian Niemann (2009)
  • Lullaby (2009)
  • Letters to Juliet, regia di Gary Winick (2010)
  • Prigioniero di un segreto, regia di Carlo Fusco (2010)
  • Rasputin, regia di Louis Nero (2010)
  • Calibro 10 - il decalogo del crimine, regia di Massimo Ivan Falsetta (2010)
  • Il rito (The Rite), regia di Mikael Håfström (2011) - cameo non accreditato
  • Cars 2, regia di Brad Lewis, John Lasseter (2011) - voce
  • Dante's Inferno Animated (2011)
  • Canepazzo, regia di David Petrucci (2012)
  • Django Unchained, regia di Quentin Tarantino (2012) - Cameo -



Patrizia Viotti

Una palazzina di sette piani, nella città di Roma in Via Carlo Pascal, questa è l'ultima abitazione conosciuta di Patrizia Viotti.

Un appartamento, che la stampa definisce elegante, ma la mattina del 25 giugno 1975 all'interno dell'appartamento, quattro uomini del nucleo antidroga dell'Arma dei Carabinieri, sequestrano dieci grammi di eroina, una sigaretta all'hashish, qualche pipa per l'oppio e "attrezzi del mestiere" (lacci emostatici, bilancia di precisione ecc...). Patrizia Viotti viene arrestata, lei bionda stalet, insieme al marito Claudio Biondi proprio in occasione del suo venticinquesimo compleanno, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

I due sono state arrestati presumibilmente per una soffiata di un informatore, e sono gli unici due arrestati, pesci piccoli come vengono definiti del giro. La Viotti aveva interpretato Lunella in un fotoromanzo, era stata una delle prime eroine sexy delle riviste per uomini,

Nata a Roma il 25 giugno 1950, Patrizia non è soltanto la discinta sexy-eroina Lunella, ma l'emblema contradditorio di una generazione ribelle e sconfitta. Ancora diciannovenne, Patrizia inizia col frequentare un locale molto in voga il "Piper" nel quale nel 1969 incontra quello che sarebbe divenuto il suo uomo del momento, il famoso cantante Paul Bradley Courling in arte "Mal", dichiarava la Viotti: "Frequentando il Piper prima o poi si finisce per conoscerli tutti i cantanti, fu lui a mettermi gli occhi addosso". Li presentò Alberto Marozzi, un capellone amico di Patty Pravo , il rapporto tra i due si consolidò a Milano dove entrambi si trovavano per lavoro, Patrizia, seguendo le orme della sorella Piera, che insieme a lei era apparsa in costume sulle pagine di Palymen e a Mlano per intraprendere la carriera di fotomodella, per diventare interprete di fotoromanzi tradizionali e in seguito appunto a interpretare il ruolo, appunto, di Lunella designata come editoria per adulti.

Il peridico Lunella era una rivista di cento pagine in bianco e nero dal costo di 600 Lire, prodotta da una società editoriale, "La Pinta srl". La storia riguarda appunto la ragazza "Lunella" che trovata sulla Luna, portata sulla Terra e finita nelle grinfie di una strana coppia che la coinvolgono in un sexy festino durante il quale vengono scattate foto compromettenti viene via via implicata in disavventure a carattere erotico grottesco.

Da Men, settimanale di costume del 29 Marzo 1971:

Roma- Non poteva non accadere: il caso Mal-Patrizia Viotti è stato troppo a lungo sui giornali per cui, anche se non ha ottenuto le soddisfazioni che chiedeva alla legge l'ex "piperina" (la quale accusava il cantante italo-inglese di averla messa incinta) ha finito con ottenerne ampiamente sul cinema. Senza troppa fatica, occorre dire. Si tratta di una gran bella ragazza che per il suo primo film da protagonista (Erika di Peter Rush con Pierre Brice e l'ex "provos" olandese Bernard de Vries) ha rivelato un'assoluta "disponibilità".

Se qualcuno temeva che la neo-attrice (specie dopo il clamoroso caso che alcuni Catoni da strapazzo avevano tentato di elevare a simbolo dell'empietà della moderna generazione) avesse preferito esclusivamente parti da suora o di suffragetta dell'esercito della salvezza, può ora sentirsi rassicurato. La Viotti davanti la macchina da presa non solo sta a suo agio quando è completamente nuda, ma non mostra alcuna inibizione sul tipo di scena da rappresentare. Non ha mai richiesto di leggere in anticipo il copione prima delle riprese attenendosi fedelmente agli ordini del regista. Nè alla fine, come tal volta accade da parte di certe attrici "impegnate" che dopo aver visto la prima "pizza" della pellicola in moviola si pentono della loro eccessiva spregiudicatezza, ha puntato i piedi per qualche scena "super-osé". Probabilmente quella di Patrizia Viotti è una rivincita personale verso quella parte di opinione pubblica che l'aveva giudicata una rompiscatole. 

Le prime due pellicole interpretate da Patrizia sono Erika e La notte dei dannati entrambe prodotte dalla PRIMAX Film si avvalgono di sceneggiature di Aldo Marcovecchio, la regia di Filippo Walter Ratti e di un non accreditato apporto produttivo francese.

In Erika erotico-melodrammatico dai risvolti lacrimosi Patrizia interpreta la teutonica eroina.

Il film di Ratti è approvato previo divieto ai minori di 18 anni.

Nel 1971 la versione per l'estero di La notte dei dannati è proiettato per un errore nella distribuzione, in un cinema di Genova, esistono però più versioni del film, una di 87' per l'estero, più lunga di una di 83' circolata per l'Italia.

Nella prima di queste versioni in vhs di provenienza francese malgrado presenti una colonna sonora in italiano, le sequenze spinte hanno un colore e una grana differenti rispetto alle sequenze normali, e si direbbero rimontate, secondo una tecnica utilizzata dai pornografi nostrani negli anni '80, per aggirare la censura, su una copia della versione ufficiale del film. Questa versione così modificata si aggira come durata intorno ai 96' circa ed è la più completa esistente sul mercato, se si considera che la versione in lingua francese, uscita in Belgio per l'American Video ( durata 73') contiene si tutte le sequenze a sfondo sessuale, ma elimina una serie di sequenze normalicontenute nella prima parte del film. Patrizia, minorenne già avvezza alla pornografia pionieristica su carta stampata è estremamente disinvolta nelle sequenze lesbiche e orgiastiche, e dimostra una propensione all'erotismo più estremo non comune tra molte sue colleghe dell'epoca. Dopo la filmografia che si vede sotto, i guai giuridici per Patrizia si ripresentano, ancora una volta accusata di Spaccio di sostanze stupefacenti, sconta 15 giorni di carcere, e purtroppo il palcoscenico per Patrizia si spegna definitivamente il 24 agosto 1994 a Roma dove la morte ghermisce la quarantaquattrenne.

Per altre info contattatemi e scrivete nel blog o nel libro ospiti, lasciandomi la vostra mail...

Filmografia

1971= Erika di Peter Rush (Filippo Walter Ratti)

          La notte dei dannati di Peter Rush

          Alla ricerca del piacere di Silvio Amadio

 

1972= Beffe, licenze et amori nel Decamerone segreto di Walter Pisani

Canterbury proibito di Italo Alfaro

La morte scende leggera di Leopoldo Savona

 

1974= Charlys Nichten Di Walter Boos


Edwige Fenech

Edwige nasce il Dicembre del 1948 in Algeria dove vive a Piana di Bona.

Ragazza curiosa e sensibile, molto amante degli animali.

Nell'inverno del 1960 nel tentativo di sottrarsi al caos della guerra di liberazione algerina, Edwige con la madre s'imbarcano sulla motonave che le porterà a Nizza, faranno scalo a Marsiglia, aveva solo 12 anni.

Figlia della media borghesia passa l'adolescenza a Nizza dove frequenta il liceo e pratica la danza classica.

Edwige posa per servizi fotografici e a soli 16 anni sfila per il titolo di "Miss Mannequin de la Cote d'Azur" vincendolo.

Già in quel periodo quindi venne addocchiata dai talent-scout, ed è grazie ad uno di questi, Roberto Ceccacci classe 1938, Roby per gli amici proveniente da una profonda gavetta ed esperienza, insomma uno che si è fatto le ossa, cresciuto al Quarticciolo sui set di Carlo Lizzani, Dino Risi, Federico Fellini, un uomo schietto e sempre di buon umore,  che nel 1967 Edwige darà una svolta alla propria carriera. Nel 1960 Ceccacci ha aperto un'agenzia di attori e con la sua faccia tosta ha costruito una rete di relazioni professionali importantissime con: Fellini, Pietro Germi, Pasolini e Lizzani. Qui torniamo quindi al 1967 quando appunto si troverà in Francia su incarico di Elio Pedretti (organizzatore di Miss Universo) con un importante incarico "scovare una ragazza bellissima , francese, nubile per il concorso di Miss Lady Europa".

Ed è proprio che in quell'occasione che in un pub, ecco le sue parole " Incontrai una delle più belle ragazze mai viste, sembrava una regina, accecato dalla sua bellezza gli chiesi se le sarebbe piaciuto venire in Italia per fare del cinema" Edwige non disse nulla.

Edwige ricorda:" Pensavo fosse un contaballe e ritornai a Nizza".

Il corpo dei settanta, di Stefani Loparco, Edizioni il Foglio.

Consiglio per gli appassionati di Edwige, leggete questo libro, spiega benissimo tutto.

Filmografia

1967 = Toutes folles de Lui di Norbert Carbonneaux

1968 = Samoa regina della giungla di G. Malatesta

1968 = Il figlio di Aquila nera di J. Reed

1968 = Mio nipote la vergine di E. Schroder

1968 = Alle dame del castello piace molto fare quello di J. Zacher

1968 = Susanna e i suoi dolci vizi alla corte del Re di F. Legrand

1969 = Top sensation di O. Alessi

1969 = Testa o croce di P. Pierotti

1969 = Il trionfo della casta Susanna di F. Legrand

1971 = Lo strano vizio della signora Wardh di S. Martino

1972 = Tutti i colori del buio di S. Martino

1972 = Perchè quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer di A. Ascott

 

Questi sono solo alcuni dei film con Edwige, per maggiori info contattatemi... 


John Stockwell

Esiste una foto in bianco e nero del 1980  in occasione della festa di compleanno di Elton John che si tenne sulla Pecking Boat alla South Street Seaport di New York, che ritrae uno spettrale Andy Warhol che se la ride in mezzo a tre ragazzoni abbronzati. Il primo dei tre, accanto a Calvin Klein, gran cerimoniere dell'evento, è il diciannovenne modello texano John Stockwell, che da lì a breve avrebbe debuttato al cinema con un ruolo di rilievo nella commedia trashissima "Jeans dagli occhi rosa". Per il resto del decennio Stockwell sarà prolifico, collezionando ruoli il più delle volte da comprimario o coprotagonista in titoli di culto come "Un week-end da leoni", "La banda di Eddie" e "Radioactive Dreams" concludendo il decennio con il ruolo di Cougar in "Top Gun".


Russ Meyer

C'è sempre stata curiosità da parte degli studiosi nei confronti del fenomeno Meyer, ed è indiscutibile che all'interno dei suoi film sia rintracciabile una visione del mondo che merita di essere analizzata attraverso percorsi critici.

Parlare di Russ Meyer è come parlare dell'impossibile, del non dicibile, almeno in un'epoca come la nostra che rifiuta di ragionare sulle cosiddette banalità dando per scontato che il discorso sia sempre più complesso, di conseguenza rinviabile e persino rimuovibile.

Russ Meyer ritorna, non di rado, tra i riferimenti degli appassionati di cinema (e non soltanto di cinema), con lui ritorna il giudizio mediato, sfocato, barbarizzato di un'epoca che non si vorrebbe mai conclusa:

dagli anni '50 prosperosi e ricchi di opportunità- con la nascita della generazione dei "baby boomer", la produzione che si impenna in ogni campo e la ricerca della frivolezza ad ogni costo dopo i periodi bui del conflitto mondiale- attraverso i favolosi anni '60 - con la loro tensione libertaria, fino agli anni '70, dove ideologia non significa impegno sociale , ma anche espansione di se stessi, sperimentazione.   

Ritorna Russ Meyer quando si discute di cinema americano o di bellezze italiane, delle bellissime del momento e delle superdotate da calendario.

Riappare il suo nome quando si inventano riferimenti alla starlet della stagione, quando, ci si diverte a riascoltare il nastro della memoria, e allora Tura Satana era forse meglio di Claudia Koll, Haji più intrigante di Francesca Dellera, Raven De La Croix più atomica di Stefania Sandrelli, Francesca "Kitten" Natividad più femmina balorda di Monica Guerritore.


Malcom Mc Dowell

Malcom Mc Dowell è completamente diverso dagli altri attori, anche i più famosi, quelli che solitamente vi possono venir in mente, era ed è un uomo o mi piace considerarlo un eterno ragazzo allegro, divertente, al contrario di tanti mai stato depresso, non ha mai avuto problemi di alcool o droghe, lui era così spontaneo, forse se volete un po' folle.
Quando si sente il suo nome viene spontaneo collegarlo al film che per antonomasia ci ha regalato ansia e rabbia in quegli anni in cui la violenza spietata non era ancora conosciuta come ai giorni nostri, avete capito di che film sto parlando??? Penso di si, il grande " Arancia Meccanica". 

Ma se entriamo nello specifico non dobbiamo dimenticare che Malcom non è stato protagonista soltanto in questa pellicola del grande regista Stanley Kubrick è un'icona che ha spaziato in tanti campi, volete esempi? Eccoli... è stato l'icona dei fan di Star Trek colui che ha ucciso il Capitano James Kirk in Generations, è stato l'icona del porno in chiave kolossal Caligola, è stato l'icona di se stesso "O Lucky Man", è stato l'icona del suo idolo James Cagney in " Gangster No 1" ed anche in altri film forse meno conosciuti come The Barber e Tank Girl di cui si contano un'infinità di fan in giro per il mondo per via della sua presenza.

Continuate a seguirmi, in aggiornameno la sezione...

Filmografia

  • Monk - Il signore va ad una sfilata di moda (serie tv) 2006
  • Exitz - 2006
  • Justice League - Chaos at the Earth's Core (serie tv) 2005
  • Entourage (serie tv) 2005
  • Dinotapia: Quest for the Ruby Sunstone 2005
  • In good company 2004
  • Pinocchio 3000 (P3K) voce di Scamboli 2004
  • Teen titans (serie tv animazione) voce di Mad Mod 2003/2004
  • Bobby Jones, genio del golf 2004
  • Evilenko 2004
  • Oceano di fuoco - Hidalgo 2003
  • The company 2003
  • Inhabited - La casa infestata 2003
  • Tempo 2003
  • I'll sleep when i'm dead 2003
  • Le spie 2002
  • Cuori estranei 2002
  • L'incendiaria 2002
  • The void - Vuoto fatale 2001
  • L'ultimo guerriero 2001
  • Gwyn - Principessa dei ladri
  • Dorian 2001
  • The barber 2001
  • South Park - Pip voce ad un cittadino inglese 2000
  • Island of the dead 2000
  • Gangster n°1  2000
  • St. Patrick: The Irish legend 2000
  • Y2K - Terminal countdown  1999
  • La mia vita fino ad oggi 1999
  • Jack lo squartatore  1999
  • Oltre i limiti (serie tv)  1999
  • Viaggio verso la verità  1999
  • The First 9 1/2 weeks  1998
  • Fatal pursuit  1998
  • Il fiore del silenzio  1998
  • AR. Il segreto della miniera  1998
  • Hugo pool  1997
  • Mr. Magoo  1997
  • Lexx (serie tv)  1997
  • 2103: the deadly eake  1997
  • Asylum  1997
  • L'ultimo figlio di Krypton (serie tv)  1996 - 1999
  • Where truth lies  1996
  • La stirpe di fuoco  1996
  • Batman: The animated series voce di Arkady Duvall 1995
  • Fist of North Star 1997
  • Tank girl  1995
  • Incubo in corsia 1995 

Segue...


William Berger

William Berger è, tra i tanti attori stranieri che in Italia, negli anni Sessanta e Settanta, trovarono la fortuna nella Hollywood sul Tevere, uno dei più amati e ricordati, oltre che per la sua maschera incisiva e per la sua alta professionalitá, per aver accompagnato, con le sue interpretazioni, dal loro sorgere al loro tramontare, due grandi generi del nostro cinema: lo Spaghetti Western ed il Thriller. William Berger nacque ad Insbruck, in Austria il 20 giugno del 1928. Nei primi anni 50 approdò negli Stati Uniti dove, a Broadway, prese parte, tra i tanti lavori teatrali, alle rappresentazioni di " Chi ha paura di Virginia Woolf" per due anni.
La filmografia di Sir Lee di indelebile però, contiene molto altro, non bisogna ricordarlo solo per un'interpretazione, infatti non è stato solo il principe delle tenebre, un anno prima di " Dracula il vampiro" (1958) di Terence Fisher, che fece da spartiacque alla sua carriera, ha interpretato e incarnato la Creatura ne " La maschera di Frankenstein" e un anno più tardi un'altra figura classica del cinema classico, secondo me fantastico, dell'orrore ne " La mummia".
Dobbiamo ricordare che nei quasi 300 film, Sir Lee ha interpretato la migliore stagione dell'horror italiano lavorando con i registi del momento più in voga, registi che ci hanno lasciato grandi film del classico italiano, parlando sempre di horror, ricordiamo Mario Bava (La frusta e il corpo 1963), Antonello Margheriti (La vergine di Norimberga 1963), Camillo Mastrocinque (La cripta e l'incubo 1964).
Non dimentichiamoci però anche della parodia horror di Steno " Tempi duri per i vampiri " del 1959 in cui Lee faceva parte del cast.

Sam Pasco

Mi piace pensare che anche chi non ha avuto un grande successo, ma potrebbe essere rimasto nel cuore di qualche fan, ha comunque diritto ad essere ricordato per averci provato e creduto.
Questo è il caso di Pasco, il film era Vindicator (La guerra del ferro - Ironmaster del 1983) film di Umberto Lenzi, scritto tra gli altri da Cavallone. Il film, ammette lo stesso Lenzi, è terribile e ha come protagonista un tizio, di nome appunto Sam Pasco, la cui storia, indagata, ripaga del tempo buttato via.
Pasco era un culturista americano, che con il nome di "Big Max" aveva campato interpretando loops gay e posando per le copertine di mensili a tema, specie nell'ambito della Colt Studio Group di San Francisco, fondata nel 1967 dal fotografo Jim French. Sam esercitava la prostituzione, e negli annunci sui quotidiani dove offriva i propri servizi sessuali, usava presentarsi come movie star. Chi ci è stato, garantisce che a letto fosse una specie di mostro. Non si sa bene che fine abbia fatto: sembra sia morto nel 1985 di un ictus, a quanto scrivono in rete persone che lo conobbero.

Giulio Petroni

Nikki Gentile

Brad Harris

Jairo Pinilla

Jairo Pinilla é un nome noto, anche fuori dai confini colombiani, luogo suo di vita, definito dal critico Luis Alberto Álvarez nel suo libro Paginas de cine 1988, un regista dallo stile naif, crudo, senza sfumature, ma questi gli ha dato titolo anche riconoscendogli " un innto senso della narrazione cinematografica", che riesce ad incollare lo spettatore allo schermo, con un grande senso narratorio.
Tutto il prodotto da Jairo consiste in un pugno di lungometraggi e alcuni corti.
Come rilevanza spicca tra tutti il film " Funeral siniestro" del 1977, eccovi una piccola pillola del film:
Dopo la morte del padre, una bambina che vive con la matrigna, da cui viene maltrattata, come in un classico Disney, Cenerentola, la costringe a lavorare mentre lei, la matrigna, non fa nulla per aiutarla, se non godersi la vita con l'amante. Questa vorrebbe sbarazzarsi della ragazza, per impossessarsi della hacienda di famiglia.

ultimi tweet: