Si è parlato tanto della storia del cinema, e devo dire non è facile, destreggiarsi fra l'enorme quantità di materiale che si reperisce (informazioni, documenti ecc...) ma ci proverò per dare l'idea di quello che è stata la preistoria, se così si può chiamare, di quest'arte così diffusa e ricercata.

Si parla di prime immagini, alle quali è stato cercato di dare un movimento già dalla preistoria, quando in alcune grotte sono state ritrovate immagini disegnate sulle pareti di roccia, animali disegnati con più gambe quasi a voler dare un senso di movimento, fino ad arrivare a Gianbattista Della Porta (1535 - 1615) alchimista, commediografo dell'epoca nel 1579 fondò l'Accademia dei Segreti che si distinse dalle altre accademie letterarie del tempo per il tentativo di studiare la natura con metodi sperimentali. La sua opera più famosa Magia naturalis sive de miraculis rerum naturalium  uscì in prima edizione nel 1558 in 4 volumi che furono successivamente ampliati, tanto che l'opera definitiva, uscita 20 anni più tardi, contava venti volumi. Nel trattato Della Porta espone una serie di esperimenti curiosi, con il chiaro scopo di stupire i lettori, in particolare nel libro XVII, illustra esempi di trucchi e di illusioni ottiche realizzati con specchi e lenti. Le lenti, sino a poco tempo prima considerate ordigni fallaci, che deformano la realtà, vengono invece considerate di grande utilità e in grado di  potenziare la vista. Della Porta parla anche della camera oscura provvista di lente, che viene paragonata all'occhio. Della Porta rimase affascinato dalla camera oscura: ...in una stanza buia, su un lenzuolo bianco si possono vedere cacce, banchetti, battaglie, giochi, in modo così chiaro e luminoso come se uno li avesse davvero davanti agli occhi...

Magia Naturalis, è il titolo del libro di Giovan Battista Della Porta, apparso in prima edizione nel 1558, ha un valore quasi pragmatico, fare cioè incontrare le nuove scienze della natura con la magia.

Esempio della camera oscura di Della Porta.

Il dispositivo del passato che più si può attribuire al cinema è la Lanterna magica, che tramite una candela chiusa in una scatola, facendo filtrare la luce da un foro sul quale è applicata una lente e quindi proiettata su di una parete o un telo apposito, si può dire un antenato del proiettore di diapositive, solo che allora le immagini erano dipinte su vetro.

La descrizione più indietro negli anni ci arriva dal 1646, da Athanasius Kircher che erroneamente se ne attribuiva i meriti della scoperta, ma la Lanterna doveva o poteva comunque essere già nota alle corti grazie alla Cina a sua volta ottenuta grazie alla mediazione degli islamici.

Esempio di Lanterna magica del 1890.

La Lanterna magica è una piccola macchina otticache fa vedere nell'oscurità su un muro bianco vari spettri e mostri, così spavantosi, che chi non ne sappia il segreto crede che tutto si faccia per magia. Essa è composta da uno specchio parabolico che riflette la luce di una candela attraverso un forso con una lente d'occhiale e tra i due si fanno scorrere vari vetrini dipinti. Tratto da Antoine Furutière, Dictionnaire universel.

 

Se si faceva muovere la lanterna, scorgevo il cavallo di Golo che continuava ad avanzare sulle tende delle finestra... Certo avevano un'attrattiva per me quelle lucenti proiezioni che sembravano emanare da un passato meraviglioso e mi facevano ondeggiare attorno a riflessi di storia così antichi. Marcel Proust, La strada di Swann.

L'ottica illustra la ricerca sulla visione che porta alla scoperta di lenti per ingrandire e deformare e di meccanismi capaci di ingannare il senso della vista. Il passo successivo è la proiezione: una luce posta dietro all'immagine permette di gettarla avanti (proiettarla), rendendola così visibile a molti spettatori.

Le sperimentazioni sulle macchine ottiche danno prima luogo a forme di dinamizzazione manuale, come con le marionette, poi a una scoperta: succedendosi a intervalli inferiori a un decimo di secondo, le immagini fisse creano una perfetta impressione di movimento.

La camera oscura abbinata a un supporto chimicamente reattivo genera la fotografia, riproduzione della realtà con l'aiuto di una macchina.

 

 

 

Lanterna magica Tri-unial J. H. Steward, Londra 1890 ca.

Tra il Quattrocento e l'Ottocento, la fisica e la medicina contribuirono a svelare alcuni segreti della luce insieme ai principali meccanismi della vista umana.

Nacquero così strumenti che miravano a stupire chi guardava, grazie alla riproduzione magica del reale o con effetti visivi sorprendenti di distorsione o dinamizzazione delle immagini. Le illusioni ottiche alla base di giochi e spettacoli, si presentavano come un intreccio di scienza e magia. Erano invece detti diottrici i fenomeni relativi alla rifrazione di luce.

Parliamo brevemente di Anamorfòsi, no sempre la vista ci restituisce fedelmente l'immagine che vediamo in quel momento, Oggetti o segni casuali, se visti da una certa angolazione, si compongono a darci l'impressione di un oggetto in realtà inesistente. E' su questo che si basa l'Anamorfosi. Questo trucco visivo consiste nel disegnare una figura dai contorni indecifrabili se vista normalmente, ma che si ricompone quando viene messa in prospettiva a partire da un punto preciso o se messa in in modo da essere riflessa su di uno specchio con particolari caratteristiche: conico, cilindrico o piramidale.

Ho avuto modo di visionare al Museo del cinema il Kinetoscope di Edison fantastico, con tutta la serie di carrucole e luci per avviare e far scorrere la pellicola, direi incredibile, visionatelo qui a fianco. Nel 1889 Thomas Edison era già famoso per aver inventato il fonografo(1878), della lampadina e della centrale elettrica, aveva 42 anni.

Dedicatosi alla fotografia animata nel 1891-92 mise a punto un'invenzione cruciale, La pellicola perforata,  mossa da un motorino elettrico a un ritmo perfettamente regolare. Il Kinetoscope, era una scatola a moneta, con visore a una lente, diffuso nei locali pubblici; proprio come il fonografo a moneta, primo vero successo commerciale del sistema Edison.

Logicamente con il progredire dei tempi e delle apparecchiature, oltre che per i primi passi nel cinema, nella vita di tutti i giorni, l'utilizzo di queste attrezzature si è allargato anche alla scienza, con la prima cinepresa scientifica chiamato il revolver fotografico di Janssen. In questa apparecchiatura è già in embrione una vera e propria cinepresa scientifica con un motore, un sistema ottico, un otturatore variabile, un materiale sensibile in movimento. Non permette ancora la riproduzione dinamica del movimento ma la sua analisi, nel caso in questione è la cosa più importante. In questo caso si tratta di un'anticipazione delle cosidette riprese intervallate con le quali si realizza la condensazione del tempo reale rendendo valutabilimoti troppo lenti per essere apprezzati dall'occhio. Il fatto che la lastra dagherrotipica e l'apparecchio di Janssen non consentissero la successiva proiezione delle immagini registrate non è influente ai fini dello scopo che la ricerca si proponeva. ancora ai tempi nostri molti filmati scentifici vengono realizzati per essere analizzati, con speciali apparecchi e al computer, fotogramma per fotogramma senza mai essere proiettati.


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