C'era una volta

Il bianco e nero è uno dei miei generi preferiti, dalle bobine 8mm in muto, dal muto in generale fino all'introduzione dell'audio e poi andando avanti in tutto il genere, i polizieschi, thriller, horror.

In particolare Gerge Mèliés che con il suo " Le vovoyage dans la lune " del 1902 considerato il primo capolavoro della fantascienza, ha improntato il genere in modo eccelso.

 

Mèliés nasce a Parigi nel 1861. Dapprima appassione di teatro e delle MArionette, automi come li definiva, visti a Robert - Houdin, si esercitò nella fabbrica del padre per riprodurli, passava giorni e notti a migliorarli a studiarli, fino a migliorarli e portarli sul palco del teatro per portare gli spettatori fuori dalla realtà (1936).

Nel 1896 trasformò il teatro Robert -Houdin in sala di proiezione e costituì la Società Star Film e fece costruì il primo teatro di posa a Montreuil-sous-bois nel 1936.

Ma torniamo al capolavoro Le Voyaje dans la lune, quello che abbiamo detto è stato la consacrazione di Mèliés nel 1902, in particolare da una scena dove il trucco compare in forma assai più semplice, nella celeberrima e famosa immagine di un razzo conficcato nell'occhio destro della Luna, ecco un piccolo accenno di trama del film:

I Signori Alcofrisbas, Omega, Nostradamus, Micromega e Parafaragamus accettano l'invito del presidente dell'Associazione degli Astronomi,, professor Barbenfouillis, a organizzare una missione esplorativa del suolo lunare seguendo il progetto elaborato dal presidente stesso. Dopo lunghe discussioni e in mezzo alla confusione generale, i sapineti si recano in una gigantesca officina dove si sta costruendo il proiettile spaziale, visto che proprio le sembianze del razzo se così si può chiamarlo sembrano quelle di un proiettile, e una parte del gruppo di esperti visita l'interno dell'astronave...

Questi solo brevi cenni ma consigliatissimo vederlo.

Facendo un passo indietro nel cinema, sono i primi anni dieci il cienma non ha ancora il sonoro, e un gruppo di commercianti ebrei fiuta l'affare, ma in quegli anni per riempire le sale è sufficiente la meraviglia delle immagini in movimento.


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